Serial Killer

Chi ha inventato il termine Serial Killer?

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In questo articolo affronteremo la questione di chi ha coniato il termine serial killer. Per far chiarezza su questo fatto dobbiamo spostarci oltre oceano. Buona lettura.

Spesso si utilizza il termine serial killer, ma non sempre sappiamo chi è il padre di tale termine

Qualcuno di voi si è mai chiesto quando fu usato per la prima volta il termine serial killer? Bene per dare una risposta a questa domanda bisogna ritornare ai anni 70. Il termine venne coniato negli USA.

Per l’appunto il termine fu utilizzato per la prima volta da un profiler e agente dell’FBI, il celebre Federal Bureau of Investigation.

Robert Ressler, il padre del termine serial killer

Il nome che possiamo attribuire alla paternità del termine serial killer è quello dell’agente e profiler dell’FBI, Robert Ressler. Esso coniò il suddetto termine che oggigiorno viene utilizzato dai agenti e poliziotti di tutto il mondo, per definire una ben precisa categoria di assassini.

Ressler nasce a Chicago il 15 febbraio 1937. Dopo una carriera in qualità di ufficiale dell’esercito degli Stati Uniti d’America e una carriera nel CID (Criminal Investigative Division) , nel 1970 entra a far parte dell’FBI.  Quindi viene assegnato al Behavioral Science Unit, con lo scopo di studiare ed analizzare i peggiori criminali violenti d’America. È proprio li che Robert Ressler iniziò ad utilizzare per la prima volta nella storia il termine serial killer.

Scena del crimine

L’inevitabile rumore mediatico che generò tale affermazione, permise che tale termine venne utilizzato su larga scala.

Chi viene definito come serial killer, detto anche in italiano assassino seriale

Generalmente fino alla conclusione dei anni settanta del XX secolo il termine serial killer veniva assegnato a chi uccideva almeno 3 vittime.

A condizione che tali omicidi avvenivano in un determinato periodo temporale e con metodologie simili. Spesso tali condizioni entrano a far parte della firma dell’assassino seriale stesso. In seguito il termine venne assegnato in modo meno schematico.

Vennero considerati molti più fattori, come l’insaziabile desiderio di uccidere e l’eccitamento nel compiere il crimine. Anche la metodologia e la scelta delle vittime venne considerato come un fattore determinante.

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